Quando un nome illumina una storia

Quando un nome illumina una storia

Poco tempo fa, qualcuno mi ha chiesto da dove viene il nome del mio brand. Era una di quelle domande che arrivano in modo naturale, in una chiacchierata vera. È una domanda semplice, ma dietro racchiude un pezzo importante della mia storia.

Mi chiamo Estrella, e già dal nome si capisce che vengo dal nord della Spagna. Estrella  in italiano significa “stella”. Tanti anni fa partecipai a un concorso per giovani stilisti organizzato da un famoso giornale moda spagnolo, la rivista Woman. Fu un momento intenso, pieno di sogni e ambizioni. Quel concorso lo vinsi. Il premio includeva un’esperienza di lavoro in un prestigioso atelier spagnolo e un’intervista pubblicata proprio su quella rivista. L’articolo si intitolava La Buena Estrella  — “La buona Stella”.

Col tempo ho continuato il mio percorso nella moda, lavorando in diverse aziende e conoscendo mondi creativi molto diversi tra loro. Però c’era sempre un filo invisibile che mi riportava allo stesso punto: i progetti legati ai bambini. In quei contesti mi sentivo libera di immaginare, di usare il colore e la fantasia. La moda per i più piccoli mi permetteva di dare spazio alla parte più autentica di me, a quella bambina che, per fortuna, è ancora viva dentro.

Da lì nacque l’idea del mio marchio: un progetto dedicato all’infanzia, alla leggerezza e alla creatività.

“La Buona Stella” è diventato non solo un nome, ma un augurio. Quando vinsi quel concorso, mi dissero che il mio futuro era “sotto una buona stella”. E oggi quel desiderio voglio estenderlo a tutti i bambini che indossano le nostre creazioni — che crescano con una luce propria, con un futuro brillante e, soprattutto, con una buona stella che li accompagni sempre.

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